Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quando dal credersi complicati. E questo complica le cose. Anche le più semplici.

di Roberto Alajmo

Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quanto dal credersi complicati. E questo complica le cose, anche le più semplici.

Nel bene e nel male ci compiaciamo delle nostre complicazioni. Nemmeno tanto segretamente siamo convinti di essere migliori o peggiori del resto del mondo, e una messe di citazioni letterarie sta lì a confortare ogni siciliano nella convinzione di incarnare comunque il sale della terra (Cfr: Il Gattopardo, per l’appunto). Invece, forse, basterebbe smetterla di credersi complicati per smettere di esserlo: e migliorare la nostra condizione collettiva.

Semplificando, le cose assumono una schiettezza nuova. Partire dalle piccole cose, a cominciare dalla gioia di immergere ogni giorno lo sguardo in una luce straordinaria di cui nemmeno ci accorgiamo più. Vedere le cose con occhi da bambino, lasciarsi sbigottire. Sillabare le piccole cose, rigirarsele fra lingua, denti e palato, assaporarle. Ricondurre tutto al minimo senso indispensabile. Scandire ogni parola. Scandire e semplificare, semplificare e scandire.