di Maurizio Carta

Ragioni per essere felici, sembra un desiderio utopico, una speranza da coltivare con ostinazione quando sembra persa ogni speranza. Eppure nel presente che viviamo, talvolta incline alla retrotopia di un passato esaltato, troviamo ragioni concrete per essere felici. E Reasons to Be Cheerful è il titolo che David Byrne, leggendario leader dei Talking Heads, ha dato al suo ultimo progetto artistico e politico fatto di scritti, fotografie, musica e incontri pubblici sul tema della speranza.

Come faccio io e come fa questa rivista, Byrne raccoglie storie, idee e notizie come esempi di ottimismo e fornitori di energia emulativa per altre. La Sicilia è ricca di ragioni per essere felici, e si sta riempendo di speranze. A Mazara del Vallo si tornano a coltivare le cave ma per produrre idee, energia e bellezza. A Troina le comunità di migranti, invertendo i ruoli, aiutano le persone più deboli in un centro storico che torna a rivivere.

Tra Catania e Palermo fioriscono le invenzioni tecnologiche che trasformano arance in tessuti, che ci fanno muovere meglio, che fanno suonare la natura. A Favara si insegna architettura ai bambini. Nuovi compositori musicali fanno risuonare vecchi strumenti e risvegliano artigiani per aggiustarli e vecchi semi riattivano straordinari sapori e cucine che credevamo perdute. Nel Belìce nascono nuove idee di pianificazione per le città sconquassate dal terremoto e ovunque si progettano diversi modi di muoversi senza inquinare. Nelle Madonie i comuni si uniscono per servire meglio i cittadini e nelle valli i campi tornano curati da contadini sempre più digitali.

E poi scuole che diventano case, biblioteche che diventano piazze e musei che diventano ludoteche. E ancora luoghi multiculturali che diventano spazi ibridi e mutanti o strade che si trasformano in servizi. Qualche settimana fa a Milano alla Fondazione Prada Byrne ci incantava raccontando così il suo progetto: “La verità è che ci sono molte cose incoraggianti che accadono ovunque nel mondo. Scoprirle mi ha dato nuova speranza e, per questo, mi piacerebbe condividerle con gli altri”.
Nella Sicilia che rinasce non possiamo più né consolarci con l’utopia irrealizzabile né giustificarci con la distopia cupa.

Dobbiamo invece esercitare la “protopia”, quel processo, faticoso e testardo, in cui l’oggi è migliore di ieri, anche se spesso solo in minima misura, convinti che il meglio deve ancora venire e che “il futuro è il posto migliore” come scrive Barack Obama nel suo ultimo libro. Dobbiamo saper riconoscere i mutamenti quotidiani portati avanti da migliaia di piccoli innovatori, anche se non eclatanti né sconvolgenti, sapendo che, come una benefica esplosione di vita, prevarranno se li coltiviamo.

Cercare, raccontare, aiutare le ragioni per essere felici ci permette di sconfiggere il cieco presente della perdita di speranza. Ci permette di accogliere il futuro e il suo divenire, come risultato di un processo che possiamo cogliere anche adesso, generando un diverso presente. La nostra responsabilità è quella di condividere le ragioni per essere felici, perché solo così tutto cambia.