di Vincenzo Donatiello

Il Minnella, conosciuto anche come Eppula o Minnedda Ianca, è una varietà a bacca bianca diffusa esclusivamente nel territorio siciliano ed è presente solo sul versante est etneo ed in minima parte anche nella provincia di Enna.

Non si conoscono cenni storici sulla sua origine, se non che fosse da sempre presente sull’isola e i primi scritti a riguardo sono databili alla seconda metà del ‘700. Questa varietà è caratterizzata da una forma allungata che ricorda il seno femminile ed è per questo motivo che è conosciuto come Minnella, diminutivo del termine siciliano che indica, appunto, il seno di una donna.

Come anticipato, il Minnella è prevalentemente allevato ai piedi del vulcano Etna e rientra nel disciplinare di produzione del vino omonimo, ad oggi la sua diffusione si assesta su circa una novantina di ettari. La presenza maggiore la possiamo riscontrare nel comune di Viagrande, situato sulla sponda orientale del vulcano e dove troviamo il Monte Serra, il cono vulcanico più basso di tutto l’areale a circa 500m s.l.m..

È un vitigno che predilige i terreni a matrice vulcanica, sabbiosi e sub-acidi, e per la zona etnea è considerato dalla maturazione precoce visto che matura già entro la fine di settembre. Solitamente viene allevato in abbinamento con le altre varietà a bacca bianca del vulcano, come il Carricante, ma anche con quelle a bacca nera, come Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Allo stesso modo in vinificazione, è sempre stato considerato un vitigno “spalla” grazie alle sue doti di freschezza e moderato contenuto alcolico per mitigare il carattere di vitigni più forti e vigorosi in fase di vinificazione.

Nell’ultimo decennio sono diversi i produttori che si sono cimentati con la vinificazione in purezza del Minnella Bianco, ottenendo risultati lusinghieri e portando l’attenzione del pubblico su questa varietà autoctona quasi sconosciuta ai più. Un sensibile passo che ha messo le basi a una nuova crescita del Minnella, un tempo visto semplicemente come una Cenerentola dei vitigni autoctoni dell’Isola.

I suoi vini spiccano per eleganza, note di frutta e toni minerali dovuti ai terreni che predilige, particolarmente interessanti a tavola se abbinati con antipasti e primi piatti a base di frutti di mare, se evoluto può ben accompagnare portate principali a base di crostacei.