di Vincenzo Donatiello

Da una fecondazione tra Catarratto e Zibibbo nel 1870 è nato un vitigno dalla doppia natura. Per gli enologi ha uno dei più grandi potenziali di sviluppo. Perché si vinifica come spumante, vino bianco e Marsala

Alzi la mano chi sentendo questo nome non abbia pensato alla Sicilia ed in particolar modo al trapanese e ai grandi vini di Marsala.
Il Grillo trova la sua zona prediletta proprio nell’areale occidentale dell’isola e sebbene spesso si sia parlato di una sua origine fuori dall’isola, gli studi avviati negli ultimi anni hanno dimostrato la sua nascita proprio sul territorio isolano.

Come detto, è un vitigno principalmente presente nella provincia trapanese e attualmente copre una superficie vitata di circa 6500 ettari ed è stato da sempre la firma dei grandi Marsala. Nonostante questa peculiarità, diverse volte nel corso del tempo ha passato momenti di oblio ed abbandono che ne hanno minato la diffusione e produzione.

Utilizzato sia come uva da tavola che in vinificazione è un vitigno forte e robusto, adatto alla produzione di vini freschi ma anche da lungo invecchiamento. I vini da esso ricavati sono abili compagni del tempo, ben sopportando ossidazione e affinamenti in botte.

Dai recenti studi emerge una vera e propria di genesi del Grillo, cercato e voluto dal barone Antonio Mendola, agronomo ed ampelografo vissuto, vissuto nel diciannovesimo secolo, che grazie a una fecondazione tra Catarratto e Zibibbo realizzata attorno al 1870 diede vita a questo vitigno. Nel corso del tempo il Grillo è come se si fosse sdoppiato e oggi ci troviamo di fronte a due gemelli del vitigno: uno più fresco, citrino e vegetale come sensazioni, l’altro più caldo, potente ed alcolico, adatto a vini più strutturati. Diversi enologi di oggi vedono nel Grillo uno dei più alti potenziali di sviluppo tra i vitigni isolani e le sperimentazioni sull’isola, anche su territori anche lontani dal trapanese, proseguono su risultati più che lusinghieri.

Ad oggi non è difficile imbattersi su diversi stili di vinificazione del vitigno: dallo spumante al bianco fresco e immediato, fino a vini di grande struttura e naturalmente al Marsala. Vini che ci mostrano la duttilità di carattere del vitigno e che ne fanno senza dubbio un passepartout enoico per il consumatore che vuole conoscere la produzione siciliana.

Un grande vitigno autoctono dell’isola. Un figlio siciliano.