di Giuseppe Barbera

Un tempo le strade delle città non prevedevano alberi; ai comuni cittadini bastavano quelli delle campagne e dei boschi, mentre i nobili avevano il privilegio dei giardini. Poi, dalla fine del 1500, quando le guerre si fecero più rare sotto le mura urbane, le prime alberate furono segno di pace e di coraggiosa espansione.

Sulle mappe più antiche, nei diari e negli archivi, se ne vedono i segni e se ne dichiarano le intenzioni. A Palermo si usarono molto pioppi e olmi. Erano le “deliziose alberate di verdeggianti alberi dall’una e dall’altra parte in fila” di cui avrebbe scritto il Marchese di Villabianca. La prima di cui si ha notizia è realizzata dal pretore Alemano del Carretto nel 1595, ai bordi dello stradone per Monreale che prolungava via Toledo (oggi via Vittorio Emanuele). Era un doppio filare di pioppi, piantati lungo una “strada di gran comodo” per ragioni che oggi si direbbero di schermo visivo “rimediando all’oltraggio, che faceva il sole al tempo dell’està ai Monrealesi perché quelli, venendo la mattina a Palermo, avevano il sole negli occhi e similmente la sera quando tornavano”. Era quindi chiaro che a molte cose servivano gli alberi e gli uomini le avrebbero via valorizzate per vivere meglio all’interno delle città.

Gli alberi rendono più gradevole il clima raffrescandolo con l’ombra delle chiome e, nei giardini abbassando la temperatura, grazie al calore sottratto all’aria per la traspirazione dell’acqua attraverso le foglie. Una precisa idea di ciò che avviene la dà il fresco di un ventaglio agitato su un volto sudato. La temperatura dell’aria diminuisce di 2-4 gradi all’interno di un giardino e nelle sue vicinanze. Non si va del resto a “prendere il fresco” tra gli alberi? La riduzione delle temperature estive si traduce in benessere ma anche in sensibili risparmi energetici e, di conseguenza, ambientali ed economici. In presenza di aree verdi diminuisce l’uso dei condizionatori d’aria e si spende meno per l’energia elettrica oltre a garantire una riduzione dell’effetto serra per il ridotto uso di fonti fossili.

Nel caso dell’ombra, lo schermo costituito dalle foglie non riduce la temperatura ma, impedendo che la radiazione solare raggiunga il corpo, riduce sensibilmente la temperatura della pelle e quindi dà una grande sensazione di benessere nelle giornate assolate. Ovviamente le specie sempreverdi sono attive tutto l’anno, mentre quelle che perdono le foglie non lo sono in inverno, ma è in questo periodo dell’anno che si desidera il contrario: che i raggi del sole non vengano filtrati. Altro effetto positivo è dato dal fatto che gli alberi trattengono il particolato: agiscono come filtri e ne riducono la presenza nell’aria. Gli alberi, insomma, sono un toccasana per i nostri polmoni e la nostra salute. E si comportano in tal senso anche nel ridurre il rumore: una barriera di alberi e cespugli abbatte il rumore di alcuni decibel con effetti molto positivi in termini psicologici. Singoli alberi o raggruppati in giardini aumentano la biodiversità garantendo un sistema di servizi ecologici che diminuisce complessivamente gli squilibri ambientali propri dell’ambiente urbano. Sono sciocchezze quelle che dicono che con gli alberi aumentano le zanzare. La sola cosa che aumentano sono gli uccelli e questo tutto può rappresentare (con il canto, con il fatto che si nutrono di larve d’insetti) ma non un disagio.

Nelle campagne periurbane, negli orti e frutteti urbani gli alberi possono utilmente produrre. Frutti o legna. Nel primo caso ciò che rimane degli agrumeti di Palermo è un perfetto esempio. Nel secondo caso, i residui di potatura dovrebbero essere compostati per produrre concime organico o utilizzati come biomasse energetiche. E ancora, con le radici trattengono il suolo ed evitano frane e smottamenti. Permettono anche all’acqua di infiltrarsi nel terreno ricaricando le falde che alimentano i pozzi. E come riassumere in poche parole la bellezza di un albero delle sue forme, dei colori delle sue foglie, del profumo dei fiori? L’esperienza di ognuno è maestra e dovrebbe anche portare alla considerazione che per sopravvivere in un ambiente così innaturale come è quello di una via cittadina, hanno bisogno di cure, dell’attenzione dei cittadini, della professionalità di bravi giardinieri e potatori.