di Santo Piazzese

Può lo scontro di classe avere come sbocco l’incontro erotico o è la frustrazione erotica che può farsi metafora dello scontro di classe? La questione può essere posta come chiave di lettura di Ultime sere con Teresa, di Juan Marsé, grande vecchio della letteratura spagnola i cui romanzi erano stati tradotti in italiano a partire dagli anni ’90. Quello pubblicato ora da Bompiani risale al 1966.

È dunque una finestra nel tempo, ma nonostante i cinquant’anni trascorsi rimane un romanzo “giovane”.
La vicenda è ambientata nel 1956 in una Barcellona dalla sorprendente vitalità nonostante la repressione e la censura di regime. Alla sua peculiare atmosfera non doveva essere estranea la concezione altra che i catalani hanno di sé rispetto al resto della Spagna. Il romanzo viene considerato il capolavoro di Marsé e l’editore lo ha affidato alle cure di Hado Lyria, storica traduttrice di altri grandi autori ispanofoni.

Ultime sere con Teresa si presta a una lettura polivalente: storia d’amore, romanzo sociale, romanzo di formazione i cui soggetti sono entrambi i protagonisti, Manolo Reyes e Teresa Serrat. Lui ventenne murciano povero ma bello, ladro di moto, privo di coscienza di classe, residente in uno slum, ma con grandi progetti di scalate sociali. Lei diciottenne universitaria, figlia della borghesia catalana, bella, elegante, dia­fana, intellettuale. Guida una Floride bianca, è impegnata nei movimenti studenteschi semiclandestini, vagheggia la costruzione di un rapporto con la classe operaia e frequenta le osterie proletarie. Oggi le attribuirebbero il marchio di radical chic che tanto va di moda tra i reazionari sciatti.

La conoscenza tra i due è mediata dalla relazione erotica esplosa tra Manolo e Maruja, la cameriera diciannovenne della famiglia Serrat, nonché amica-confidente di Teresa fin dall’adolescenza. Dopo un banale incidente Maruja finirà in coma in una camera d’ospedale, dove sarà amorevolmente accudita da Teresa. È il luogo dei primi incontri tra Teresa e Manolo, che poi dilagheranno per tutta Barcellona. Tra loro si avvia un estenuante gioco di seduzione, che sfocerà in una passione intensa, un lungo inseguimento erotico dall’andamento quasi da thriller, che terrà sospesi i lettori nell’attesa di un amplesso liberatorio, sulla cui evenienza è d’obbligo non svelare troppo.

Eros a parte, quello di Teresa è un piccolo caso di bovarismo perché ciò che la induce a frequentare Manolo e poi a esserne affascinata è l’illusione tenacemente perseguita che il giovane sia un esponente operaio della resistenza antifranchista e continuerà a crederlo contro ogni evidenza, quasi fino alla fine. Sono le parti satiriche e talvolta persino esilaranti del romanzo e Marsé le traccia con scrittura densa e pensiero affilato.

Ultime sere con Teresa
Juan Marsé
Bompiani 2017
Pag. 430 – 19 Euro