di Luca Vullo

Trovatemi un isolano nato e cresciuto in Sicilia che possa affermare di non aver mai visto questo tipico gesto che prevede l’alzamento contemporaneo delle due braccia con i palmi delle mani rivolti verso l’alto fino ad arrivare all’altezza delle spalle, senza dimenticare l’abbinamento degli occhi sgranati con innalzamento delle sopracciglia e la chiusura delle labbra che si muovono verso il basso.

Catalogabile come gesto “omertoso”, in dialetto verrebbe correlato alla frase “Nenti sacciu, nenti vitti e nenti vogghiu sapiri. Iu un c’era e si c’era dormiva e cu dormi nun vidi nenti” che nella sua essenza potrebbe essere tradotta come “io non so nulla e non ho visto nulla quindi lasciatemi stare”. Un gesto omertoso, insomma.

Ma se fosse soltanto il gesto dei bambini quando fanno una marachella a scuola e gli viene chiesto se sono stati loro? Istintivamente fanno così pur essendo colpevoli… Mi piace immaginare che si tratti anche di un gesto di difesa e che appartenga a un antico codice segreto ricco di gesti delle mani ed espressioni facciali che venivano utilizzati dalle popolazioni che vivevano in Sicilia per proteggersi dalle innumerevoli varietà di dominatori.