di Luca Vullo

Immaginate di trovarvi in California, all’interno di uno dei College più importanti degli Stati Uniti e di assistere a un workshop interattivo sulla gestualità italiana curato da un giovanotto di Caltanissetta e rivolto a un pubblico di studenti in estasi.

A un certo punto uno studente americano chiede se è possibile ordinare un cornetto in un bar di Palermo soltanto con un gesto. Il ragazzo tiene alzati indice e mignolo con le altre dita chiuse a pugno, rivolgendo il palmo verso l’esterno all’ipotetico barista. Ora provate a immaginare l’espressione del viso del barista palermitano che, sveglio dalle prime ore del mattino, riceve come primo segno dal mondo esterno questo gesto: “Curnutu!”, che in Sicilia assume un tono di pesante insulto. Letteralmente significa “Cornuto” e quindi un modo poco elegante per informarti che siamo a conoscenza delle vergogne di famiglia legate al tradimento di tua moglie con altro uomo.

Ecco perché diventa necessario suggerire allo studente di non usare con ingenuità e imprudenza quel gesto. E informarlo che in Sicilia lo stesso gesto può essere utilizzato anche per dire cose diverse a seconda dei contesti e delle espressioni del viso a esso correlate. In alcuni casi potrebbe trasformarsi addirittura in un complimento se aggiungessimo un piccolo movimento delle due dita avanti e indietro e collegassimo l’inarcamento di un sopracciglio con lo sguardo rivolto verso il soggetto. In questo caso il significato sarebbe “Curnutazzu” e quindi astuto-furbo. In realtà, con le corna si possono dire anche altre due cose molto interessanti ma per scoprirle dovrete continuare a seguirci qui.

P.S. Quel ragazzo di provincia che tempo fa realizzò il documentario LA VOCE DEL CORPO proprio sulla gestualità dei siciliani e iniziò a condurre workshop universitari in diverse parti del mondo fino a farlo diventare uno spettacolo teatrale, sono io.