Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quando dal credersi complicati. E questo complica le cose. Anche le più semplici.

Di Roberto Alajmo

Salire. Ma in senso figurato: approdare a una dimensione nuova e maggiore. Acchianata è la prima visita del fidanzato che va a conoscere i parenti della futura sposa. Se ne acchianò, si dice delle persone che hanno fatto il salto verso una diversa qualità della vita. Massimo grado dell’acchianata è quello elettorale, di chi viene eletto e può considerarsi fuori dagli affanni per il resto dell’esistenza. In questo caso, però, prima di acchianare bisogna portarsi, voce del verbo candidarsi alle elezioni.

Da segnalare il gioco infantile cosiddetto acchiana ‘u patri cu tutti i so’ figghi, nel quale l’ingenuità del divertimento è minata da un germe di sopraffazione, quasi un’allegoria del susseguirsi delle generazioni: chi arriva ci mette un surplus di accanimento nel piombare sulle schiene dei sottostanti, quasi a volerle spezzare. Dopodiché, proprio come nel susseguirsi delle generazioni, se tutto il castello umano non crolla sotto il nostro peso, non resta che aspettare che arrivi il prossimo a tentare di spezzare a sua volta la nostra, di schiena.

Ecco la filastrocca da recitare una volta in groppa:
Quattro e quattro otto / scarica lu botto / l’aceddu cu li pinne / scarica e vattìnne. Una rue e tri / una rue e tri / una rue e tri.