Sta per nascere una ciclovia di oltre mille chilometri che attraverserà tutta la Calabria e parte della Sicilia. Una nuova iniziativa per fare crescere le attività green, tra sport, natura e cultura

di Guido Fiorito
fotografie di Oreste Montebello

Percorrere lentamente la Calabria in bicicletta su una strada ben segnata, attirare il turismo green del Nord Europa. Sono gli obiettivi della Ciclovia della Magna Grecia, progetto di pista ciclabile con un percorso che inizia in Basilicata per arrivare in Sicilia orientale, con la Calabria grande protagonista. Mille e venti chilometri lungo i luoghi delle città delle colonie greche, strette tra la montagna e il mare. Il fascino della storia, la bellezza della natura. La Ciclovia della Magna Grecia fa parte di un gruppo di piste ciclabili approvato la scorsa estate dal ministero delle Infrastrutture. Per realizzarla sono a disposizione 150 milioni di euro, tra fondi nazionali e regionali.
Il percorso oggi è una linea sulla carta geografica del Sud Italia. Partenza in Basilicata, direzione ovest fino a Maratea e discesa sul versante tirrenico calabrese fino a Reggio. Dal capoluogo il percorso risale sul versante ionico fino a Metaponto; un altro ramo invece scende la Sicilia fino a Pozzallo. Ogni regione porterà avanti la porzione di progetto sul suo territorio ma la Regione calabra è stata scelta come ente capofila per coordinare l’opera. La progettazione e realizzazione dei singoli tratti – fanno sapere dall’assessorato regionale alla Logistica – sarà demandata ai singoli comuni o ad associazioni di comuni: “La selezione degli interventi da finanziare e realizzare avverrà attraverso una manifestazione d’interesse promossa dalla Regione, finalizzata ad acquisire i progetti di fattibilità dei soggetti pubblici partecipanti, sulla base di precisi criteri di progettazione e delle caratteristiche degli interventi”
L’iniziativa si unisce a quella già prevista della Ciclopista dei Parchi calabresi che collega il Pollino all’Aspromonte passando dalla Sila e il parco delle Serre: 545 chilometri di cui 222 all’interno delle aree protette. Inizio dei lavori previsto entro la fine del 2019. Ma iniziative e proposte vengono anche da organizzazioni e sodalizi che si occupano di cicloturismo in Calabria. Un movimento vivace come dimostra dal 2009 la manifestazione Onda d’urto. “Da trent’anni mi muovo in bicicletta – dice Il promotore Maurizio Barone di Amantea – e sono coinvolti circa duemila bikers escursionisti e una sessantina di associazioni. Abbiamo raggiunto novanta località diverse. Non so se la Ciclovia della Magna Grecia andrà in porto, ma in ogni caso la Calabria è una terra ideale per il turismo in bicicletta, uno strumento popolare e accessibile a tutti. Da Amantea in quaranta minuti sono dal mare alla neve della Sila. C’è una grande varietà di paesaggi”.
Molti i progetti elaborati, ancor prima della Ciclovia della Magna Grecia. Eleonora Sarlo, 27 anni di Satriano (Catanzaro), si è laureata in Ingegneria edile e architettura, con una tesi sulla costruzione di piste ciclabili in Calabria, ipotizzando una rete (Bicical o Bicylescapes) di 2000 chilometri, sfruttando soprattutto percorsi esistenti. Titolo: “Dal fischio della vaporiera al trillo del campanello” “Per la tesi – dice – sono partita dalla linea di casa la Soverato-Chiaravalle. La battaglia per la mobilità ciclistica è importante ma servono infrastrutture come si deve. Per abbattere i costi bisogna prima di tutto sfruttare i percorsi dismessi delle Ferrovie Calabro-Lucane. In molti tratti costieri non è facile costruire piste ciclabili sicure. Il turismo ha assaltato il mare, con conseguente abusivismo edilizio, e allora è importante che in bicicletta si possa scoprire il magnifico entroterra calabro”.
In Calabria esistono due sezioni della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), onlus che incoraggia l’uso della bici in città e nella natura: Cosenza ciclabile e Bicinsieme Paesaggi in movimento di San Costantino Calabro. Insieme hanno organizzato un’escursione congiunta sui ventotto chilometri del tracciato della ferrovia da Pizzo a Mileto, soppressa nel 1966. “La Ciclovia della Magna Grecia è una bella intuizione, speriamo vada a buon fine anche perché il futuro è della mobilità dolce”, dice Raffaele Mancuso, polizia di stato, presidente di Bicinsieme che in un paese di poco più di 2000 abitanti come San Costantino (Vibo Valentia), organizza escursioni in Mtb con soste e degustazioni e Bimbinbici che nel 2017 ha coinvolto oltre cento bambini. “Sul tracciato ferroviario che abbiamo percorso – dice – c’é una galleria intatta e basterebbe sistemare un po’ il sentiero per fare una bella pista ciclabile ed evitare che si riempia di spazzatura, per godere paesaggi naturalistici di notevole bellezza”.
“Bisogna prediligere strutture che esistono già, come vecchie statali a bassa percorrenza e vecchi tracciati ferroviari non più in uso – dice Raffaele Carbone, presidente Fiab Cosenza, 12 anni di escursionismo in bicicletta in Calabria -. Si utilizzano strutture architettoniche uniche e ponti integri diminuendo i costi. Nell’orografia del territorio calabro non è facile creare strade ex novo”.
Dalla carta alla realtà il passaggio non è sempre semplice. “Sulla litorale Ovest – dice Carbone – da Tortora si può usare la vecchia statale ma ci sono aree critiche nelle zone di Lamezia e Gioia Tauro con traffico pesante. Per superare segmenti ad altro rischio serve il treno. Per questo andrebbero ripristinare per intero linee come la Cosenza-Camigliatello. Nel litorale est bisogna superare altri punti critici come la fiumara del Raganello o il Crati”.
“I cicloturisti – conclude Carbone – sono di target medio alto, più di 60 anni, buona cultura; viaggiano lontano dai periodi caldi, in primavera e in autunno. Serve poi una rete di alberghi Bike friendly. Fino al 2014 non esistevano, ora siamo a quota quattro: ricoveri per le bici, zona per pulirle, piccola officina meccanica per riparazioni. La Ciclovia della Magna Grecia è una grande idea da realizzare con un progetto esecutivo fatto bene. Serve un’unione d’intenti fra tra Regione, Università e le associazioni che conoscono il territorio”.
Nicola Bresci, albergatore e amante della natura di San Nicola dell’Alto (Crotone) ha realizzato un progetto che si chiama “Calabria in bici” con un percorso ad anello di circa mille chilometri diviso in quattro parti: S.Nicola-Serra San Bruno; Serra San Bruno-Soriano; Soriano-Altomonte; Altomonte-S.Nicola. Con due amici ha già percorso il primo e ne farà altri due entro l’estate. “L’iniziativa – spiega – si basa su tre punti: promuovere i paesi collinari spopolati e sconosciuti; destagionalizzare il turismo; ecosostenibilità. Percorriamo strade e sentieri già esistenti, le piste ciclabili devono essere in comunione con la natura, niente cemento. Sono luoghi bellissimi e con ospitalità genuina. A San Nicola sono rimasti ottocento abitanti e ho portato qui turisti di diciassette nazionalità che sono rimasti entusiasti”.
“Qualcuno dice – conclude Mancuso -, che non puoi comprare la felicità, ma se compri la bicicletta sei già a buon punto”.

Marzo 2018