Tra Soverato, Badolato e Girifalco opera Jump: un’associazione che si dedica a corsi di formazione di docenti e studenti stranieri e promuove il turismo esperienziale. Con un grande impatto sul territorio ma a costo (pubblico) zero

di Valerio Strati
foto di Oreste Montebello

Nella stessa zona in cui circa venti anni fa sbarcarono i curdi e furono accolti dalla popolazione locale, oggi opera Jump, un’associazione che ospita giovani da tutta Europa, promuove il territorio e genera turismo. Nasce nel paese di Soverato ed è attiva a Badolato, Girifalco e Stalettì. Piccoli borghi della costa jonica calabrese, in provincia di Catanzaro. Il fondatore Pietro Curatola fa conoscere e amare la Calabria attraverso un coscienzioso lavoro di internazionalizzazione. “Nasciamo formatori – dice Curatola – Fin dai primi anni in cui siamo riusciti a veicolare fondi europei abbiamo avvicinato la Calabria all’Europa portando qui tantissimi giovani lavoratori da varie scuole d’Europa. Dirigenti, insegnanti, segretari hanno ricevuto una formazione trasversale che ha arricchito le loro competenze. Ben 150 persone in pochissimi anni di lavoro. Staff scolastici di ogni ordine e grado. Comprese le università. Lezioni di Coaching&mentoring, in cui si forniscono strumenti adatti per gestire situazioni di difficoltà, come l’abbandono scolastico. Experience Italy, per imparare l’italiano conoscendo cibo e tradizioni culinarie. T&T teaching&technology, per imparare nuove tecnologie, includendo videomaking e media education, ovvero come girare e montare dei video e come imparare a utilizzare opportunamente i mezzi di comunicazione di massa. Una serie di corsi strutturati che abbiamo proposto con successo a istituzioni di tutta Europa”. L’attività di Jump inizia nel 2012 con un gruppo di lavoro che oggi si è molto allargato per fronteggiare la mole di lavoro. L’anima del team è Curatola, laurea in Economia a Bologna, studi di inglese a Londra e master in Progettazione europea a Roma. Nella capitale conosce la sua attuale compagna di vita e di lavoro: Erika Gerardini, project manager, laureata in lingue. È lei che oggi coordina il gruppo insieme al fondatore. Accanto a loro ci sono due social media manager, che si occupano della comunicazione attraverso i nuovi media e un cofondatore Fabio Froio, indispensabile per curare la parte amministrativa e finanziaria. L’attività cresce grazie alla qualità dei progetti e gli ospiti restituiscono dei feedback estremamente positivi dei luoghi. “Ritornando nei propri Paesi – aggiunge Curatola – i partecipanti sviluppano lezioni stimolanti e sfruttano le nuove metodiche apprese. Sono entusiasti. E la cosa importante è che diffondono, nelle loro realtà e nei contesti europei preposti, tutto ciò che hanno apprezzato nella nostra terra. Producono video, blog, articoli e raccontano la nostra terra con gli occhi puri di chi la osserva con coscienza. Gruppi provenienti da Macedonia, Svezia, Finlandia, Slovenia, Lettonia, attraverso i nostri programmi educativi interculturali, hanno scoperto e ammirato un territorio poco conosciuto, specialmente fuori stagione. Abbiamo lavorato sodo in una terra vergine. Eravamo, e siamo ancora, dei pionieri. Qui non c’è una forte cultura imprenditoriale, mentre invece c’è diffidenza per le novità. Nonostante sia tutto finanziato, a volte troviamo difficoltà a coinvolgere giovani del luogo per farli partire per gli scambi giovanili. Esperienze all’estero in cui si riceve una formazione trasversale e non canonica in materie diverse e ci si confronta con coetanei di tutta Europa. I primi anni, vincendo bandi europei, abbiamo sviluppato Training course ed Erasmus plus, progetti di educazione non formale e, una volta compreso che, oltre alla formazione, ai partecipanti interessavano le risorse e il patrimonio culturale del luogo, abbiamo deciso di incrementare la nostra attività creando una rete e sviluppando l’idea di un’impresa”. Il turismo esperienziale nasce dopo questi percorsi e la consapevolezza di poter fare in Calabria ciò che nessuno ha fatto. La collaborazione con le altre realtà del luogo è fondamentale. Il sostegno di Guarino Nisticò e dell’associazione di operatori turistici Riviera del Borgo degli Angeli è fondamentale alla promozione delle tradizioni peculiari di quelle zone. Portare i turisti a vedere come si raccolgono le olive, collaborare alla raccolta, vedere un frantoio in attività e ricevere una bottiglia di quello stesso olio è un modo per far vivere un’esperienza unica. Specialmente in un’area in cui il flusso turistico passa solo di sfuggita, e per meno di un mese l’anno. Partecipare a una vendemmia, veder fare il pane, la pizza, la ricotta o la ceramica sono solo alcune delle attività proposte. Anche qui, come al nord Europa, si possono fare passeggiate in bicicletta, a cavallo, trekking e godere della natura in tutto il suo splendore. “Mostrare ciò che di caratteristico esiste – spiega Curatola – è un modo intelligente per portare turisti in bassa stagione. Anche solo la bellezza dei luoghi colpisce. Ricordo di un ospite che, colpito dal fascino del borgo medievale di Badolato, ha chiesto come fare per comprare casa lì. E anche in quel caso gli abbiamo dato il supporto necessario. La nostra nuova start up Closer to Europe, attiva da poco più di un mese, è nata dopo anni di studio sul settore. Piani finanziari e conoscenza del mercato. Non ci si può improvvisare. Abbiamo vinto un bando Invitalia per le imprese che destagionalizzassero il turismo. Ci rivolgiamo così a tre categorie di utenti: turisti comuni, imprenditori e partecipanti ai nostri progetti europei. Abbiamo creato un network informale già nel 2015. Il territorio ha ricevuto e riceve un forte impatto migliorativo dai nostri progetti. Una rete di imprenditori, ristoratori, proprietari di b & b può usufruire dei vantaggi concreti della nostra attività. Internazionalizzare non significa tradurre un menù. Grazie al progetto Mediterranean Mood mettiamo insieme imprenditori locali, organizziamo una vetrina europea a loro dedicata attraverso un festival, creiamo degli incontri mirati. E forniamo un’analisi dei bisogni, cosa necessaria per capire a chi ci si rivolge coi propri prodotti o servizi”. È forte l’impatto sociale ed educativo che l’attività di Jump crea nel territorio. Sono numerosi i giovani non impegnati nel studio o nel lavoro che collaborano ai progetti educativi dell’associazione. Quando i progetti sono finanziati ci sono almeno dodici persone che vengono remunerate. Gli scambi giovanili consentono ai locali di fare esperienze di educazione all’estero. Le stesse scuole che concedono le aule per le attività partecipano e vincono i bandi europei. È alla quarta edizione un festival in cui si affrontano tematiche europee come il populismo, la politica monetaria, l’educazione globale. Argomenti difficili da trattare se non con metodi non formali. Dunque musica, presentazioni di libri, workshop e dibattiti per stimolare una cittadinanza attiva. Un territorio che sta crescendo vede già i suoi frutti quando un’associazione diventa impresa. Ma c’è ancora molto da fare perché le problematiche che bloccano Calabria sono complesse. “Sono convinto che ognuno deve fare qualcosa per questa terra – conclude Curatola – Noi cerchiamo di offrire un servizio di qualità che giovi a tutti. Sono tornato e ho rischiato. Ed è quello che direi ai giovani che vogliano andar via. Prova e osa prima di fare la valigia. Coi politici invece non voglio avere a che fare. La mia non è una posizione di contrasto, ma nel mio settore le istituzioni e i governanti non servono. E in ogni caso so che non mi gioverebbero. Sono troppo statici. Le rare volte che ho dovuto confrontarmi ho riscontrato poca lungimiranza. Soprattutto sul campo del lavoro e delle politiche sociali. La Calabria la possono cambiare solo i calabresi, evitando lo spirito assistenzialista che spesso li anima”.

Marzo 2018