Sulla scia di Gangi anche questo paese arroccato nelle montagne tra Agrigento e Caltanissetta ha messo in vendita vecchie case a un euro. Risultato: delle 200 offerte già 60 sono state vendute, tutte a compratori belgi. Grazie all’idea di un emigrato italiano e alla forza di un Tg

di Marta Gentilucci
Fotografie di Tullio Puglia

Il colore del cielo sopra Charleroi gli sarà sembrato ancora più smorto dopo essere stato in Sicilia. Così Flavio Cioffi, 32 anni, origini siciliane ereditate dai nonni materni ma residenza in Belgio, ci torna ogni due, tre mesi al massimo. “Da bambino trascorrevo le estati a Torre Faro, frazione di Messina, a casa di mia nonna. Ma il colpo di fulmine è stato con l’entroterra siciliano, che ho conosciuto anni dopo grazie a mia moglie Serafina, originaria di Acquaviva Platani, anche lei figlia di emigrati in Belgio”.

“Ho scoperto la Sicilia vera, quella delle tarantelle, delle sagre, della coltivazione dell’olio, della gente che incontri in piazza e ti offre il caffè, dell’accoglienza, del senso di famiglia che si crea tra gli abitanti del paese. Mi sono detto: se mai avrò una casa in Sicilia, la comprerò ad Acquaviva Platani”. Quel momento è arrivato quattro anni fa: Flavio è riuscito a realizzare il suo sogno e ha acquistato un casale dove ora coltiva olive, arance e limoni. Un luogo che ama sia in estate che in inverno, quando il paese si svuota e ci si incontra in piazza per scambiare quattro chiacchiere. “Il primo che arriva offre il caffè a tutti”. “La differenza tra la vita in Sicilia e quella in Belgio?”, sospira, proprio come gli innamorati, poi afferma convinto: “Non c’è paragone!”.

La storia di Flavio s’incrocia a un certo punto con quella di Mussomeli, comune di diecimila abitanti arroccato sui monti che dominano a ovest l’area che separa le province di Caltanissetta e Agrigento, distante pochi chilometri da Acquaviva. Lì il sindaco Giuseppe Catania aveva iniziato a mettere in vendita ruderi e vecchie case del paese alla cifra simbolica di un euro, sulla scia di Ganci e Salemi, cercando un antidoto allo spopolamento dovuto all’emigrazione. “Ho subito pensato: perché non proporre questa storia alla tv belga?”, racconta Flavio col suo italiano contaminato. “Così sono andato dai produttori di RTL TV1, l’equivalente della Rai in Belgio. All’inizio erano increduli: un euro? Qual è la fregatura? Poi si sono convinti”.

Nel giro di 4-5 giorni la troupe era pronta a partire con videocamere e microfoni. Ore di riprese nel centro storico, d’origine medievale, con le stradine strette, le chiese, il bellissimo castello che si mimetizza sulla rupe calcarea che sovrasta il paese. Il 12 ottobre il servizio va in onda su RTL durante il tg di mezzogiorno. E, la stessa sera, i centralini dell’emittente squillano impazziti. Migliaia di telefonate, circa diciassettemila mail ricevute. “Facevano tutti la stessa domanda: è vero che le case a Mussomeli costano un euro?”. “Abbiamo organizzato un primo tour dal Belgio alla Sicilia – continua Flavio – composto da un’ottantina di persone. Poi subito dopo un altro di 48 persone”. “Tutti sono rimasti colpiti dal colore del cielo, dal sole, dal carattere delle persone”.

Il sindaco di Mussomeli è felicissimo: “Non ci aspettavamo un successo simile”, continua il sindaco Catania. “Gli stranieri sono attratti principalmente da tre fattori: innanzitutto quello climatico – il fatto che ci sia quasi sempre il sole non è affatto scontato per gente abituata al freddo e al grigiore perenne; poi i tempi di vita, molto più lenti rispetto alla frenesia della grande città; e infine il fattore sicurezza: Mussomeli ha un tasso di delinquenza pari a zero. Non a caso dopo il servizio di RTL TV ci hanno contattato altre due emittenti: un’altra belga, la seconda del Paese in ordine di importanza, e una olandese”.

“Il progetto – racconta Toti Nigrelli, giovane assessore della giunta Catania – è stato proposto nel 2015 quando ero al consiglio comunale. Un anno fa il sindaco mi ha nominato assessore e abbiamo potuto concretizzare quello che sarà un tassello fondamentale per il rilancio dell’economia di Mussomeli. A costo zero, tra l’altro: il sito dove è possibile visionare, geolocalizzare e chiedere informazioni sugli immobili in vendita l’ho creato a mie spese, facendolo sviluppare completamente in inglese perché puntiamo a un target internazionale”.

Il regolamento sul sito www.casea1euro.it parla chiaro: basta una cifra simbolica per acquistare un immobile a patto che si predisponga un progetto di ristrutturazione e recupero, acquisendo tutti i pareri necessari, entro il termine di un anno dalla data di acquisto e che si inizino i lavori entro il termine di due mesi dalla data di rilascio della concessione edilizia.
Su quasi duecento unità immobiliari in vendita, ne sono state acquistate già una sessantina. “Gli acquirenti belgi hanno firmato il compromesso di vendita e in settimana abbiamo appuntamento presso lo studio notarile per firmare il rogito”, spiega Nigrelli.

Tra i più felici c’è Sofiane Khorsi, giovanissimo tecnico impiantista di riscaldamento in Belgio, che ha comprato due vecchie case adiacenti nel quartiere Madrice. Ma c’è anche chi dai Paesi Bassi ha deciso di trasferirsi definitivamente in Sicilia: “Un settantenne di Charleroi ha acquistato una bellissima villa a Mussomeli e a breve si trasferirà con la moglie. Ha fatto l’autista per cinquant’anni in Belgio e si era stancato dello stress, del freddo e del caos della città, così, ora che è in pensione, non ha avuto dubbi”, racconta Toni Nigrelli. “E un altro signore venuto dal Lussemburgo ha acquistato casa qui e verrà a viverci estate e inverno”.

Il 15 gennaio scorso è arrivato un altro gruppo di belgi, una quindicina. “Ne abbiamo già ospitato quasi cento – racconta concitato Tanino Nola, proprietario dell’Agriturismo Monticelli – per la nostra economia è un vero toccasana. L’unica cosa per cui si scoraggiano è la viabilità: è impensabile che dall’aeroporto di Palermo a Mussomeli debbano metterci tre ore! Però poi, davanti a un piatto di pasta al forno e al famoso cappuccino, con il sole che batte sul panorama mozzafiato della valle del Platani, tutto passa. La Sicilia la amano più i forestieri che i siciliani!”. Anche Flavio Cioffi non ha dubbi: “Trasferirmi definitivamente in Sicilia? Io lo farei subito. Devo solo convincere mia moglie”, ride.