Nei primi del Novecento in questo borgo vivevano un migliaio di persone, oggi sono solo 508 ma il sindaco sta facendo di tutto perché chi c’è resti, e chi non conosce ancora questo paese, in bilico tra la montagna e il mare, venga a visitarlo. Grazie anche una serie di musei pensati soprattutto per i bambini. Perché “nessuno qui deve annoiarsi”

di Lucia Esposito

fotografie di Tullio Puglia

“Sellia è un miracolo. Se ne sta come sospeso su due colline e tu guardi e ti chiedi come sia possibile”, Davide Zicchinella da otto anni è il sindaco di questo borgo medievale a soli venti chilometri da Catanzaro e dove, fino a qualche anno fa, il tempo si era cristallizzato e gli abitanti chiudevano le porte delle loro case per non tornare più. Era immobile da decenni come un bel presepe inanimato. “Il paese era destinato a sparire, lo vedevo morire sotto i miei occhi , per questo ho deciso di fare qualcosa e mi sono candidato”.
Zicchinella è un medico pediatra appassionato di filosofia che ha scoperto l’antidoto allo spopolamento, la medicina contro la grande fuga dal paese: la cultura. In questi anni ha aperto otto musei, uno ogni sessanta abitanti, e così il suo Comune è diventato quello a più alta densità culturale di tutt’Europa. Nei primi del Novecento a Sellia vivevano un migliaio di persone, oggi sono solo 508 ma il sindaco sta facendo di tutto perché chi c’è resti, e chi non conosce ancora questo paese in bilico tra la montagna e il mare, venga a visitarlo. “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Zicchinella è partito da questo pensiero di Proust e ha cominciato a guardare al borgo con uno sguardo diverso. Ed ecco che il terreno aspro, la strada che è un susseguirsi di curve, le salite per arrivare al Rione Sant’Angelo, nel cuore del paese e il saliscendi delle viuzze smettono di essere dei problemi e diventano delle opportunità.
Ecco che i finanziamenti europei non vengono più destinati ad opere inutili (“A cosa serve rifare le panchine della piazza con il marmo di Carrara, se poi non c’è nessuno che possa sedersi?”, chiede il sindaco) ma a progetti che regalino al turista uno o più motivi per venire a Sellia. Per tornarci, e magari non andare più via. Com’è successo a Pier Luigi Bonizzi, un appassionato di fumetti che viveva a Crema e che ha donato tutta la sua collezione di circa 10mila fascicoli e alcuni pezzi rarissimi dei primi anni del Novecento al Museo del Fumetto che stava per nascere. Ora Pier Luigi ne è diventato responsabile e si è trasferito a Sellia. È successo anche a Nicola Cardaci, un ex professore di Fisica che ha messo a disposizione il suo patrimonio di tremila campioni di sabbie provenienti dai mari e dai deserti, resti fossili di dinosauri tra cui due grandi uova e il dente di un T-Rex. E anche frammenti di meteoriti. È così che è nato il museo Terrestre ed Extra Terrestre. Il sindaco ha creato anche un museo all’aperto, trasformando il centro storico di Sellia in una galleria d’arte. Tra e le vie del borgo, un tempo deserte, adesso si incontrano scolaresche e turisti che ammirano riproduzioni delle opere dei Macchiaioli e reperti storici che appartengono alla comunità che sono protetti come reliquie dentro grandi teche. “A Sellia è nato il primo museo calabrese destinato ai bambini. Ed io, da pediatra, ne sono orgoglioso. L’ho fortemente voluto. Così quando abbiamo vinto il bando regionale per creare l’ennesimo museo della tradizione contadina, sono andato in Regione e ho spiegato chiaramente che non avevo nessuna intenzione di costruire una delle tante cattedrali nel deserto, ma che intendevo realizzare un museo per i più piccoli. Hanno accettato a condizione che mantenessi la vocazione agricola della struttura”.
È nato il Museba, il museo dei bambini di Sellia dove si svolgono laboratori e incontri sulle tradizioni contadine del paese. Il sindaco ha recuperato un frantoio del 1600 perfettamente funzionante e due forni antichi. Ha creato il sistema museale degli opifici storici di Sellia (Smoss) che hanno portato all’apertura di due bar e una pizzeria. A giugno è ci sarà un’altra inaugurazione. Quella del primo borgo avventura d’Italia, Con una teleferica che dalla collina del paese porta fino al centro storico, impianti con funi da trasporto e anche strutture stilizzate di dinosauri. “Vogliamo creare un biglietto integrato per il parco e i musei. Nessuno deve annoiarsi a Sellia. Il nostro target sono le famiglie con bimbi piccoli. Ma tutti possono trovare qualcosa che stimoli il loro interesse e la loro curiosità”. L’operazione culturale di Zicchinella ha convinto un imprenditore di Varese, Claudio Rebusco, che era praticamente pronto a investire in Brasile, a credere nel rilancio del borgo: ha comprato case diroccate a poco prezzo, le sta ristrutturando e, per il mese di giugno quando sarà inaugurato il parco-avventura, nascerà un albergo diffuso. A Sellia, adesso, si respira futuro. Le idee del sindaco hanno contagiato anche i cittadini, soprattutto quelli anziani che tornano a vedere famiglie con bambini passeggiare nelle vie del loro borgo. “Nel 2013 i miei consiglieri mi hanno sfiduciato e mi sono dimesso. Io scherzando dico che quello di Sellia è stato il primo caso di scioglimento di un Comune per infiltrazione culturale. Volevano le solite opere pubbliche, ma i cittadini hanno fortemente creduto in questa rivoluzione culturale tant’è che Zicchinella è stato rieletto con il 72 per cento dei voti. Dopo le dimissioni, quando gli anziani, vedevano passare il sindaco pediatra, gli urlavano dalle finestre o dagli usci delle case: “Non te ne devi andare”. “Quello che guadagno in un mese, potrei guadagnarlo in un solo giorno se tornassi a fare visite pediatriche private. Ma sento che il mio compito è quello di dare un futuro a Sellia, poi tornerò a curare i bambini”.
Adesso a Sellia c’è un gran fermento: si aspettano le assunzioni che la società che gestirà il parco ha annunciato e che dovrebbe praticamente abbattere la disoccupazione, qualcuno ha già comprato dei cavalli per offrire ai turisti anche la possibilità di fare passeggiate in sella fin dentro il parco della Sila che si estende proprio alle spalle di Sellia. “La criminalità sta alla larga dalla cultura, perché non c’è un business immediato su cui chiedere il pizzo”. La cultura come antidoto alla morte del paese ma anche della malavita. Due anni fa il sindaco è finito su tutti i giornali per quella che è stata chiamata “l’ordinanza sul divieto di morire”. “In realtà ho introdotto l’obbligo di cura. Avevo appena istituto un ambulatorio comunale che faceva prelievi e campagne di prevenzione gratis, ma quasi nessuno lo frequentava. Così ho fissato una tassa di 30 euro per finanziare l’ambulatorio, da cui però erano esentati tutti coloro che lo avrebbero visitato per un check up. In sei mesi 150 abitanti si sono sottoposti alle visite…”. Il suo mandato scade tra due anni ed è inutile chiedere al sindaco se intende ricandidarsi: la sua non è la risposta da politico, ma da medico: “Questo paese è un eterno ragazzino che deve imparare a camminare da solo. Quando ce la farà, quando la mia cura avrà dato i suoi effetti, io avrò finito il mio compito”.

Marzo 2017